Il nostro metodo
I criteri che usiamo
Valutiamo ogni broker su cinque aree: regolamentazione ed entità che serve il cliente, costi totali (spread, commissioni, swap), piattaforme e app, depositi e prelievi, assistenza. Nessuna di queste aree da sola determina il giudizio: il peso cambia in base al profilo del trader.
Regolamentazione ed entità
Per un trader in Italia la domanda più importante è: quale entità del gruppo apre il mio conto? Un'entità europea applica i massimali ESMA (leva massima 30:1 sulle coppie principali), la protezione dal saldo negativo e il divieto di bonus retail. Un'entità offshore non offre queste tutele. Verifichiamo sempre l'ente coinvolto e lo segnaliamo quando un broker non è autorizzato da CONSOB.
Costi reali
Lo spread 'da' è il costo più visibile, ma non l'unico: commissioni, swap, costi di prelievo e di conversione valuta contano allo stesso modo, soprattutto nel trading attivo. Quando i dati non sono verificabili scriviamo esplicitamente 'da verificare sul sito ufficiale': non pubblichiamo numeri inventati.
Fonti
Usiamo documenti ufficiali dei broker, registri dei regolatori (CONSOB, CySEC, FCA, BaFin, KNF), comunicati stampa e prove dirette di registrazione. Ogni dato non confermato è segnalato come tale.
Approccio al posizionamento
Niente voti in decimi, niente punteggi finti: usiamo profili. Un broker può essere la scelta giusta per chi fa trading attivo e sbagliata per chi inizia. Le nostre scelte della redazione coprono quattro profili: principianti, trading attivo, piattaforme e costi. La scelta finale dipende dalle tue esigenze e dal tuo livello di esperienza.
Aggiornamenti
Le recensioni vengono riviste periodicamente e quando riceviamo segnalazioni di cambiamenti nelle condizioni. Se noti un dato non aggiornato, scrivici: i contatti sono nella pagina contatti.