Redditi diversi di natura finanziaria
Per il trader privato occasionale, i guadagni da forex e CFD sono redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell'articolo 67 del TUIR, trattati come plusvalenze. Sono soggetti a un'imposta sostitutiva con aliquota fissa del 26%, che sostituisce l'IRPEF su questi redditi. In pratica, su 1.000 € di guadagno netto paghi 260 € di imposta.
Il presupposto è la natura occasionale dell'attività: se il trading diventa abituale o organizzato, il trattamento cambia, come vedremo più avanti.
Il regime amministrato
Nel regime amministrato, tipico delle SIM italiane e degli intermediari con filiale in Italia, l'intermediario calcola e trattiene l'imposta del 26% su ogni plusvalenza realizzata, versandola direttamente all'erario. Tu ricevi il netto e non devi dichiarare nulla nel modello Redditi: la gestione fiscale è interamente delegata al broker.
Il vantaggio è la semplicità: niente calcoli, niente quadri da compilare, e le minusvalenze vengono compensate automaticamente dall'intermediario. Il limite è la scelta: con un regime amministrato sei vincolato agli intermediari che lo offrono.
Il regime dichiarativo
Con un broker estero senza filiale italiana, che è il caso della maggior parte dei broker di CFD, sei in regime dichiarativo: dichiari tu le plusvalenze nel quadro RT del modello Redditi e paghi l'imposta in sede di dichiarazione.
Le minusvalenze possono essere riportate nei periodi d'imposta successivi per compensare future plusvalenze, un aspetto da pianificare con attenzione se alterni anni positivi e negativi. Il regime dichiarativo richiede quindi più organizzazione: devi conservare gli estratti conto e ricostruire i risultati di ogni anno.
Quadro RW e IVAFE
Se il tuo conto è presso un intermediario estero, devi compilare anche il quadro RW per indicare le attività finanziarie detenute all'estero. Sul valore degli attivi si applica l'IVAFE, l'imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero, pari allo 0,2% annuo.
Per un conto con saldo medio di 10.000 €, l'IVAFE è di 20 € all'anno. L'obbligo vale anche se non realizzi guadagni: la sola detenzione del conto estero va dichiarata, e dimenticarlo comporta sanzioni.
Attività abituale e professionale
Se l'attività diventa abituale ma non è organizzata in forma d'impresa, i guadagni restano redditi diversi tassati al 26%. Se invece è abituale e organizzata, con mezzi e struttura propri, può configurarsi un reddito d'impresa, con tassazione e obblighi contabili diversi.
La distinzione tra attività occasionale, abituale e professionale richiede una valutazione caso per caso, in base a frequenza delle operazioni, volumi e organizzazione. Non esistono soglie automatiche: conta il quadro complessivo, ed è qui che il parere di un professionista diventa essenziale.
Cosa fare in pratica
La scelta del broker ha quindi anche un profilo fiscale: un intermediario con regime amministrato semplifica la gestione, mentre un broker estero richiede più adempimenti. Se devi ancora scegliere, la guida su come scegliere un broker (Come scegliere un broker: guida passo passo) ti aiuta a valutare tutti gli aspetti, e la pagina sulla regolamentazione spiega il quadro delle autorità di vigilanza (le regole CONSOB ed ESMA).
- Conserva gli estratti conto e il registro delle operazioni di ogni anno
- Se usi un broker estero, verifica se devi compilare quadro RT e quadro RW
- Pianifica le minusvalenze: possono compensare guadagni futuri
- Rivolgiti a un commercialista per il tuo caso specifico
Nota informativa
Questa guida ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale. Le norme possono cambiare e ogni situazione è diversa: per la tua dichiarazione rivolgiti a un professionista abilitato.