Che cos'è il rapporto rischio/rendimento
Il rapporto rischio/rendimento, chiamato anche risk-reward o semplicemente RR, mette a confronto la perdita massima di un'operazione con il guadagno potenziale. Un rapporto 1:2 significa rischiare 1 per provare a guadagnarne 2; un rapporto 1:3 significa rischiare 1 per provare a guadagnarne 3.
Il rapporto da solo non dice se un'operazione è buona o cattiva: dice quanto il guadagno potenziale compensa il rischio che accetti. È il pezzo che manca a molti principianti, che scelgono le operazioni solo in base ai segnali del grafico.
Come si calcola
Il rapporto si ricava dalla distanza tra prezzo di entrata, stop-loss e take-profit. Esempio: acquisti EUR/USD a 1,1000 con stop a 1,0980 e take-profit a 1,1060. Lo stop è a 20 pip, l'obiettivo a 60 pip: il rapporto è 60 diviso 20, cioè 1:3.
In euro il ragionamento è lo stesso. Ecco una tabella mentale semplice:
- Rischio 100 €, obiettivo 100 €: rapporto 1:1
- Rischio 100 €, obiettivo 200 €: rapporto 1:2
- Rischio 100 €, obiettivo 300 €: rapporto 1:3
La probabilità implicita di successo
Ogni rapporto nasconde una soglia di pareggio: la percentuale di operazioni vincenti che ti serve per non perdere denaro. Con 1:1 devi vincere il 50% delle volte; con 1:2 basta circa il 33%; con 1:3 basta il 25%.
Il calcolo è immediato: con 1:3, su quattro operazioni puoi sbagliarne tre (3 × 100 € di perdita) e una sola vincente (300 € di guadagno) basta per tornare in pari. Un buon rapporto ti permette di perdere più spesso di quanto vinci, e questo toglie pressione: non devi avere ragione ogni volta.
Perché un tasso di vincita alto può perdere
Il tasso di vincita da solo non dice nulla: conta la dimensione media di vincite e perdite. Esempio estremo: 9 operazioni su 10 chiuse in guadagno di 10 €, ma la decima in perdita di 100 €. Dopo dieci operazioni hai incassato 90 € e perso 100 €: il risultato è negativo, -10 €, nonostante il 90% di vincite.
Il caso opposto è ancora più istruttivo: vinci solo il 30% delle volte, ma ogni vincita vale 300 € e ogni perdita 100 €. Su dieci operazioni incassi 3 × 300 € = 900 € e perdi 7 × 100 € = 700 €: il saldo è positivo. Ecco perché il rapporto rischio/rendimento conta più del tasso di vincita.
Aspettativa e regole pratiche
La formula dell'aspettativa è: probabilità di vincita per guadagno medio, meno probabilità di perdita per perdita media. Se il risultato è positivo, il metodo regge nel tempo; se è negativo, nessuna serie fortunata lo salverà, prima o poi la media torna a farsi sentire.
Nella pratica: definisci stop e take-profit prima di entrare, come spiega la guida dedicata (Stop-loss e take-profit: come funzionano e come usarli), e combina il rapporto con una gestione del rischio solida, rischiando una percentuale fissa del capitale per operazione (Gestione del rischio: dimensione posizione e stop-loss), come illustra anche la guida sul calcolo della dimensione della posizione (Come calcolare la dimensione della posizione).
L'errore più comune
Spostare lo stop-loss per evitare una perdita rovina il rapporto calcolato: quell'operazione non ha più rischio 100 € e rendimento 300 €, ma un rischio potenzialmente illimitato. Se il piano non regge, è meglio uscire prima che cambiare le regole a metà strada.
Il rapporto è un piano: se lo rispetti in modo sistematico, anche un metodo mediocre può sopravvivere; se lo tradisci quando fa paura, anche un buon metodo finisce per perdere.