Cosa sono e come funzionano
Lo stop-loss è un ordine che chiude la posizione quando il prezzo tocca un livello di perdita prestabilito. Il take-profit fa lo stesso quando il prezzo raggiunge il tuo obiettivo di guadagno. Entrambi si impostano all'apertura dell'operazione o si aggiungono a posizione già aperta.
Sono ordini pendenti: restano attivi finché il prezzo non li raggiunge e non richiedono la tua presenza davanti al grafico. Per questo sono la base di qualsiasi gestione del rischio seria.
Un esempio concreto
Hai un conto da 1.000 € e apri un acquisto su EUR/USD con stop-loss a 20 pip. Su un lotto standard un pip vale circa 10 €, quindi la perdita massima è 20 × 10 € = 200 €. Su 1.000 € di capitale è il 20%: troppo per una sola operazione, perché bastano cinque perdite consecutive per azzerare il conto.
La soluzione è ridurre la dimensione: con 0,1 lotti (10.000 unità) il valore del pip scende a circa 1 € e la stessa distanza di stop limita la perdita a 20 €, cioè il 2% del capitale. La distanza dello stop e la dimensione della posizione vanno sempre valutate insieme, come spiega la guida sul calcolo della dimensione della posizione (Come calcolare la dimensione della posizione) e quella sul valore del pip (Pip nel Forex: cos'è e come si calcola il valore).
Ordini normali e ordini garantiti
Uno stop normale viene eseguito al primo prezzo disponibile dopo il livello: in condizioni normali coincide con il prezzo impostato, ma in movimenti rapidi può scattare a un prezzo peggiore (slippage). Lo stop garantito assicura l'esecuzione esattamente al livello scelto, in cambio di una commissione o di uno spread più ampio.
Gli stop garantiti non sono disponibili su tutti gli strumenti e non tutti i broker li offrono: se per te sono importanti, controlla le condizioni del conto prima di aprirlo. In generale lo stop garantito conviene sui mercati volatili o in prossimità di notizie forti, dove lo slippage è più probabile.
Il rischio di gap
Se il mercato salta un livello di prezzo, ad esempio all'apertura dopo una notizia o durante il fine settimana, lo stop viene eseguito al prezzo successivo disponibile: la perdita può superare quella calcolata. Uno stop normale non protegge da questo scenario; uno stop garantito sì, ma solo dove il broker lo offre.
I gap sono più frequenti su azioni e indici, che chiudono la sera, e meno su forex e criptovalute, dove il mercato resta aperto quasi sempre. Se operi sugli strumenti che chiudono, considera questa possibilità quando scegli la dimensione della posizione.
Take-profit e rapporto rischio/rendimento
Con uno stop a 20 pip e un take-profit a 60 pip il rapporto è 1:3: rischi 1 per provare a guadagnarne 3. Sul conto dell'esempio, con 0,1 lotti, perdi al massimo 20 € e punti a 60 €.
Il rapporto rischio/rendimento decide se il tuo metodo può essere profittevole nel lungo periodo: anche vincendo poche operazioni su molte, un rapporto 1:3 ti tiene in attivo. La guida sul rapporto rischio/rendimento approfondisce questo punto (Rapporto rischio/rendimento: cos'è e perché conta), mentre quella sulla gestione del rischio spiega come impostare stop e obiettivi in modo coerente (Gestione del rischio: dimensione posizione e stop-loss).
Gli errori più comuni
La regola semplice è questa: decidi prima di entrare quanto sei disposto a perdere e dove incassare il profitto, e non cambiare idea a operazione aperta. Un calcolatore di dimensione posizione (i nostri calcolatori) ti aiuta a trasformare la distanza dello stop in un importo in euro preciso.
- Stop troppo stretti, chiusi dal normale rumore del mercato prima che il prezzo vada nella direzione giusta
- Stop spostati o rimossi a operazione aperta, che trasformano una piccola perdita in una grande
- Take-profit troppo vicini al prezzo di entrata, che tagliano i profitti prima del movimento completo
- Dimenticare di controllare che lo stop sia davvero inserito, soprattutto sui mercati volatili