Cos'è lo scalping

Lo scalping consiste nell'aprire e chiudere posizioni in tempi brevissimi, puntando a guadagnare pochi pip per operazione. Il numero di operazioni è alto: uno scalper attivo può arrivare a decine di trade al giorno, con obiettivi da 2 o 3 pip e stop molto stretti.

Il vantaggio è evitare i rischi delle posizioni lasciate aperte durante la notte; lo svantaggio è che ogni operazione paga lo spread, e alla fine del mese sono proprio i costi a fare la differenza tra un risultato positivo e uno negativo.

Perché lo spread conta più di tutto

Ogni operazione parte già in perdita pari allo spread, perché entri al prezzo ask e chiudi al bid. Confronta due conti su 50 operazioni al giorno: con uno spread di 1,0 pip su un lotto standard paghi 10 € a operazione, cioè 500 € al giorno; con uno spread di 0,1 pip paghi 1 € a operazione, cioè 50 €. La differenza è di 450 € al giorno, ed è tutta a tuo favore o a tuo sfavore.

Su volumi ancora più alti il conto è immediato: con 100 operazioni al giorno, ogni pip di spread in più su un lotto standard vale 1.000 € al giorno. Ecco perché lo scalper cerca conti con spread ridotti e, spesso, commissioni fisse trasparenti: la struttura dei costi è il cuore di questa strategia.

Swap e posizioni notturne

Se una posizione resta aperta oltre le 22:00 (ora italiana) viene applicato lo swap, il costo di mantenimento notturno; di mercoledì il valore è triplo, perché copre anche il fine settimana. Per questo lo scalper tende a chiudere tutto entro la giornata: così lo swap non lo tocca.

Se la tua strategia tiene posizioni aperte di notte, il costo dello swap va calcolato in anticipo: la guida dedicata spiega come funziona e come si legge nei terminali (Swap nel trading: cos'è e come funziona).

Esecuzione e piattaforma

Lo scalping richiede esecuzioni rapide e stabili: conti con spread grezzi, connessioni veloci e piattaforme reattive. Un ritardo di esecuzione di mezzo secondo può trasformare un'operazione vincente in una perdita, quindi la qualità del broker conta quanto la strategia.

Anche i tipi di conto fanno la differenza: i conti ECN o raw mostrano prezzi più stretti ma applicano una commissione per lotto, mentre i conti standard includono tutto nello spread. Il costo totale va confrontato, non solo lo spread.

I broker che lo consentono

Non tutti i broker accettano lo scalping: alcuni lo vietano nei termini del conto o impongono un tempo minimo di permanenza sulle posizioni. Altri lo permettono senza restrizioni: IC Markets consente lo scalping sui conti Raw con esecuzione ECN (IC Markets) e Tickmill accetta tutte le strategie, scalping incluso (Tickmill).

Prima di aprire un conto, leggi i termini e le condizioni e cerca le parole chiave su scalping e hedging: se il broker li vieta, la tua strategia non è praticabile lì.

I limiti regolamentari

Anche per lo scalper valgono i massimali ESMA: leva 30:1 sulle coppie maggiori, 20:1 sulle altre, 10:1 su oro e indici, 5:1 sulle azioni e 2:1 sulle crypto, con lo stop-out al 50% che chiude le posizioni quando il margine libero scende sotto quella soglia. I dettagli sono nella pagina sulla regolamentazione (le regole CONSOB ed ESMA).

La leva alta non è un obbligo: usare una leva moderata riduce lo stress e il rischio di stop-out, anche se riduce il guadagno per operazione.

Vale la pena provarlo

Lo scalping è impegnativo: richiede concentrazione costante, riflessi rapidi e una gestione del rischio ferrea. Inizia dal conto demo (Conto demo: perché e come usarlo), misura lo spread reale del tuo broker nelle ore in cui operi e solo dopo valuta il conto reale.

Se dopo qualche settimana di simulazione i costi mangiano i profitti, lo scalping non fa per te: meglio uno stile con meno operazioni e obiettivi più ampi.