Cos'è lo spread
Lo spread è la differenza tra il prezzo ask, al quale compri, e il prezzo bid, al quale vendi. Se su EUR/USD vedi 1,1000 e 1,1002, lo spread è di 2 pip: per andare in pareggio il prezzo deve muoversi a tuo favore di almeno quei 2 pip. In pratica, ogni operazione parte già in leggera perdita pari al costo dello spread.
Lo spread è il compenso principale del broker: più è stretto, meno il mercato deve muoversi perché tu ottenga un risultato positivo. Per questo è il primo numero da confrontare quando scegli un conto.
Spread fisso e variabile
Lo spread fisso resta costante in qualsiasi condizione di mercato: è semplice da prevedere, ma spesso più ampio. Lo spread variabile si restringe in condizioni normali e si allarga nei momenti di volatilità, come durante le notizie economiche importanti o i comunicati delle banche centrali.
- Spread fisso: costi certi in ogni momento, tipico dei conti market maker
- Spread variabile: tipico dei conti ECN, su EUR/USD può scendere sotto 1 pip nei momenti di calma
La commissione
Su alcuni conti lo spread è molto basso o addirittura a 0,0 pip, ma il broker addebita una commissione fissa per lotto. È il modello dei conti raw o ECN: paghi due componenti separate invece di un unico ricarico. Sui conti standard, al contrario, non c'è commissione e il costo è tutto dentro lo spread.
La scelta dipende dal volume: con operazioni frequenti o lotti pieni, un conto a commissione è spesso più economico; con operazioni piccole e rare, un conto standard può costare meno.
Calcolare il costo totale
Per confrontare due conti devi sommare spread e commissione. Un esempio: 1 pip su EUR/USD vale circa 10 € per lotto standard (100.000 unità). Con uno spread di 1,7 pip paghi circa 17 € per lotto a giro completo, senza commissione. Su un conto raw con spread 0,0 pip e commissione di 3,50 USD per lotto per lato, il costo è di 7 USD andata e ritorno: con volumi alti la seconda struttura vince quasi sempre.
Il calcolo va fatto sul tuo volume reale, non su quello pubblicizzato: se operi con 0,1 lotti, i costi si riducono a un decimo. E se tieni le posizioni aperte per più giorni, entra in gioco anche lo swap, che analizziamo più sotto.
Come confrontare i broker
Guarda sempre il costo totale per operazione, non lo spread da solo. Un broker con spread bassi ma commissione alta può costare più di uno standard apparentemente caro. Ad esempio IC Markets parte da 0,0 pip su EUR/USD con 3,50 USD per lotto per lato sul conto Raw Spread (IC Markets), mentre XM offre i conti Standard intorno a 1,6-1,7 pip senza commissione e un conto Zero con spread da 0,0 pip (XM).
La differenza tra conti standard, raw e ECN è spiegata nella guida sui tipi di conto (Tipi di conto: standard, raw, ECN e cent).
Gli altri costi da considerare
Spread e commissione non sono gli unici costi. Lo swap è l'interesse applicato ogni notte sulle posizioni aperte: su EUR/USD può essere intorno a -6 punti, cioè -6 € per lotto per notte, e su molti strumenti triplica il mercoledì, quando si regolano le posizioni del fine settimana. Ci sono poi l'eventuale commissione di conversione valutaria, i costi di prelievo e quelli di inattività, che alcuni broker applicano dopo mesi senza operazioni. Il meccanismo dello swap è spiegato nella guida dedicata (Swap nel trading: cos'è e come funziona).