Perché l'oro
L'oro è considerato il bene rifugio per eccellenza: nei momenti di incertezza la domanda sale e il prezzo tende a salire. È sensibile ai tassi di interesse reali, al dollaro e alle tensioni geopolitiche.
Quando i tassi reali scendono, l'oro diventa più interessante perché non paga interessi; quando il dollaro si indebolisce, il prezzo in dollari tende a salire. Combinare questi fattori aiuta a leggere i movimenti.
Come si negozia
Nel trading retail l'oro si opera quasi sempre tramite CFD sulla coppia XAU/USD: il prezzo è in dollari per oncia e non serve possedere il metallo fisico. Si può andare long o short, quindi si guadagna anche quando il prezzo scende.
Per i clienti retail europei la leva massima sull'oro è 10:1 secondo i limiti ESMA: il margine richiesto è il valore della posizione diviso 10. I dettagli su leva e margine sono nella guida dedicata (Leva e margine: definizione e rischi).
Le specifiche del contratto
Su XAU/USD un pip corrisponde a 0,10 dollari di movimento del prezzo: su un lotto standard, dove ogni pip vale circa 10 $, un movimento di 5 $ nell'oncia equivale a 50 pip e quindi a circa 500 $ di risultato. Il valore del punto e la dimensione del lotto variano tra i broker, quindi controlla la scheda dello strumento prima di aprire una posizione.
Lo spread sull'oro tende ad allargarsi nei momenti di stress e lo swap si applica sulle posizioni tenute oltre la notte, come su qualsiasi CFD. Il calcolo del valore del pip è spiegato nella guida al pip (Pip: cos'è e come si calcola il valore).
Cosa muove il prezzo
I driver principali sono le decisioni della Federal Reserve sui tassi, i dati sull'inflazione, la forza del dollaro e le tensioni geopolitiche. Le riunioni della Fed e i comunicati sui prezzi al consumo generano spesso i movimenti più ampi.
Anche le banche centrali influenzano il mercato: acquisti o vendite di riserve d'oro da parte degli istituti ufficiali possono sostenere o frenare il prezzo per periodi lunghi.
Contano anche le aspettative: il prezzo dell'oro spesso anticipa le decisioni della Fed nelle settimane precedenti le riunioni, rendendo i movimenti meno prevedibili.
Quando negoziare
I volumi più alti sull'oro arrivano durante le sessioni di Londra e New York, quando anche gli altri mercati sono aperti. Gli orari e la rotazione delle sessioni sono spiegati nella guida dedicata (Sessioni di trading: quando il mercato è più attivo).
Di notte, con i mercati asiatici, la liquidità cala e i movimenti possono essere più irregolari, con spread più ampi. Nei fine settimana il mercato è chiuso e i prezzi di riapertura possono saltare, quindi evita di lasciare posizioni senza stop.
Argento e altri metalli
L'argento (XAG/USD) è più volatile dell'oro: prezzo per oncia più basso e movimenti percentuali più ampi, il che lo rende adatto a trader più aggressivi ma anche più rischioso.
Platino e palladio seguono logiche industriali più che monetarie e hanno liquidità minore. Se sei all'inizio, l'oro resta il metallo più semplice da seguire.
Rischi e gestione
L'oro non è un investimento sicuro: la leva amplifica le perdite e nei momenti di stress lo spread può allargarsi rapidamente. Uno stop-loss è indispensabile, soprattutto prima delle notizie macro.
La gestione del rischio vale più di qualsiasi previsione sul prezzo: dimensiona la posizione in base allo stop e non rischiare più di una piccola parte del capitale. I principi sono nella guida dedicata (Gestione del rischio: le regole base).